Ring - Teatrino del Rifo - Centro Servizi e Spettacoli di Udine Immagini di Luca d'AgostinoPuò la poesia essere ancora "scomoda", fare "prurito", produrre ancora qualcosa di furiosamente "scandaloso"? Probabilmente no. Difficile scuotere gli animi, stupire, provocare.
A meno che a farlo non sia un poeta vissuto più di trecento anni fa, cresciuto sotto l'ala di agiati signori di provincia, poeta di corte capace di coltivare all'ombra di una produzione poetica ufficiale assolutamente irreprensibile e rigorosamente in italiano, una rigogliosissima scrittura erotica, abbeverata alla più fresca, istintiva e materna fonte friulana dialettale.
Un poeta inquietantemente "doppio", Eusebio Stella, autore di un Canzoniere tanto casto quando scritto in italiano, tanto erotico quando composto in friulano. Ed è proprio da questa contraddizione che lo spettacolo si muove con libertà allíinterno di un monumento "sfrontato" alla gioventù, un inno travolgente alla libertà dell'istinto, dei sensi e delle passioni.
La nostra non è però una pièce su Eusebio Stella, una semplice quanto ormai abusata sorta di recital di attori che interpretano poesie con accompagnamento musicale, magari d'epoca.
Ring è invece uno spettacolo che, attraverso la poetica solare e fresca, trasgressiva e anticonformista di Stella, e tipica della letteratura friulana Secentesca, tratta argomenti che sembrano ancora tabù per la società d'oggi o che trovano ben altro trattamento nei night club...
Ring si accende di notte, quando tutti dormono: è allora che Eusebio scopre spazi di libertà che il giorno non concede. Il giorno infatti è controllato da regole dettate da un improbabile Buon Senso ancora legato al concetto medievale che l'acqua accende (la fede) e il fuoco spegne (l'eresia). A meno che non ci sia qualcuno, come Eusebio che almeno prova ad ascoltare se stesso. Questa volta alla luce del giorno. Per vedere l'effetto che fa...
E così l'erotismo di Stella, ma anche il suo esprimersi in dialetto friulano, divengono grimaldello per una disubbidienza che è affermazione della propria individualità. Lo spettacolo d'incanto allora si complica: sull'onda di una colonna sonora incessante, che accosta senza sollevare alcun genere di barricata Radiohead e Debussy, Tom Waits e Beethoven, Brahms agli Art of Noise, Ring diviene favola erotica, interazione di corpi e immagini, di vestizioni e svestizioni.
Nel frattempo il recinto da combattimento si accende di molteplici visioni proiettate sul grande schermo sovrastante, dove lottano e si scontrano costrizioni scandite in forma di slogan e la dolcezza che dà forma al furioso desiderio di vivere con pienezza la vita.
Giorgio Monte, Manuel Buttus, Gigi Del Ponte
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