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Uno splendido concerto

"...driin! Pronto? Ciao Flavio! Come dici: una mostra all'ex-cerit? E' un'onore! Quando? Fra tre quattro giorni ... beh, si può fare!"
All'invito dell'instancabile Massarutto (subito esteso da me al collega Pierluigi "Pigio" Bumbaca e alle sue foto) è immancabile una telefonata all'amico Claudio Cojaniz ... che, senza pensarci un istante accetta entusiasta l'esibizione in piano solo. Un concerto stupendo. E' domenica 21 gennaio e all'ex-cerit di Pordenone, ore 21.30, si può respirare blues. Perchè il jazz da lì sorge (l'incipit "Blue Monk" è solo un pretesto per improvvisare in blues) e Claudio ce lo ricorda con le sue meravigliose note... Quanto blues c'è in Monk, in Coleman, Ellington, Mengelberg ... tanto blues (amplificato dal cuore e dalle emozioni del vivere quotidiano) è in Claudio Cojaniz. La platea ascolta silenziosa, interessata, applaude, batte i piedi a tempo e si lascia coinvolgere.
E' sempre difficile parlarvi delle emozioni di un concerto, dell'incedere calzante di un accordo, delle improvvisazioni su un rarefatto racconto musicale. Allo Spazio Cultura di Pordenone si è respirata pure quella strana energia che si instaura sempre più raramente fra musicista ed ascoltatore... una energia essenziale per entrambi. Fra la Cuba di "Hasta Siempre" e la giungla di "Caravan", c'è posto anche per la magica poesia di "Naima" e l'amore sconfinato di "Crepuscole with Nellie". Fra Claudio, il Jazz ed il blues, la scorsa notte, a Pordenone, c'era posto anche per noi. Luca d'Agostino

Telefoto gentilmente concesse da Enrico Peressini©