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Phophonics? Liberi Pazzi? Orchestra Jazz a Pordenone !!!
Erano in molti la scorsa sera all'ex-cerit di Pordenone, ora Spazio per la Cultura. Ad ascoltare una orchestra voluta dall'amico Flavio Massarutto, ma soprattutto da diciotto fra i migliori musicisti della nostra regione. Una orchestra che racchiuda il meglio del jazz regionale, le idee compositive dei suoi musicisti, le svolte improvvisative. Dopo una apparizione a dicembre dello scorso anno, proprio a solidarietà dello spazio che li ha rivoluti ancora (ricordiamo che l'ex-cerit è stato occupato da un collettivo che denuncia la mancanza di luoghi dove poter far cultura nel pordenonese), questa libera orchestra si è esibita presentandoci dei brani scritti appositamente o riarrangiati proprio per l'occasione. Certamente tutto l'ensemble ha bisogno ancora di "rodarsi" e di trovare le direzioni appropriate da percorrere, ma alcuni brani già funzionano perfettamente, vuoi per le capacità compositive di chi li ha scritti, vuoi per quelle di dirigerli. Così "Heartquake/Malachi" di Giovanni Maier (un doveroso omaggio all'Arte Ensemble of Chicago ed al suo contrabbassista), l'ottimo "La cuete" di Ermes Ghirardini, o l'applauditissimo "30 anni di illegalità e stragi: nessun colpevole" del vulcanico Bruno Romani. Altri peccano forse nella direzione (la pur bella "Hemingway" di U.T. Gandhi aveva forse bisogno di più grinta) o nelle intelleggibili aree improvvisative (Gacelas 3 di Luciano Caruso). "Dove tutto è concesso" (ispirato da una poesia di Jean Genet) scritta e diretta da Massimo De Mattia ha concluso in crescendo (e con una forza incredibile) un concerto tutto sommato buono.
Questa Orchestra ("Phophonichs" o "Liberi Pazzi", si deve ancora decidere il nome) è un ensemble dalle potenziali enormi capacità e potrebbe diventare sicuramente una delle realtà più importanti nel panorama del jazz regionale (e non solo). Ci affidamo al cuore dei suoi musicisti e nella voglia di continuare a crescere e a creare.
Luca d'Agostino
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