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Earthbeat Ensemble in concerto il 5 febbraio a Trieste
Presentazione del cd "Los lugares del sueño"

In occasione dell'uscita del cd "Los lugares del sueño", il quintetto Earthbeat Ensemble terrà un concerto la sera di mercoledì 5 febbraio al Teatro Miela.
Il disco rappresenta l'incontro tra il linguaggio del jazz e le tradizioni musicali popolari di varie parti del mondo. La voglia di evadere da un linguaggio jazzistico ormai troppo scontato, ha portato il gruppo a ritrovare, proprio all'interno dello stesso jazz e dell'improvvisazione, la libertà di esplorare culture diverse, come quella dei Rom, del fado portoghese, della musica balcanica. Questo atteggiamento di apertura dà al disco un suono omogeneo pur nella diversità dei brani eseguiti.
Alessandra Franco (voce), Riccardo Morpurgo (piano), Flavio Davanzo (tromba), Andrea Lombardini (basso) e U.T. Gandhi (batteria) proporranno brani di musica popolare riletti in chiave jazz assieme a composizioni originali.
Il CD uscito per l'etichetta "Artesuono" è inserito tra i migliori dischi nella classifica "Top Jazz 2002" (vedi la rivista "Musica Jazz" di gennaio, dove anche il gruppo è inserito tra i migliori della scena italiana). Sempre su Musica Jazz, la vocalist Alessandra Franco è stata segnalata tra i nuovi talenti italiani.
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Los Lugares del Sueño - Earthbeat Ensemble (ART015 - Artesuono - Italia - 2002)
Recensione di Neri Pollastri

L'etichetta friulana Artesuono documenta su disco questo interessante progetto, caratterizzato da ispirazioni etniche provenienti da luoghi geografici molto diversi: il Portogallo ed i Balcani. Se per la prima suggestione è necessario cercare l'origine negli interessi personali dei musicisti protagonisti dell'operazione, per la seconda è invece sufficiente ricordare che il gruppo Heartbeat si muove in un territorio di frontiera - il Friuli e la Venezia Giulia - che risente in modo molto marcato degli influssi balcanici.
Così, fin dall'iniziale "Yeve" del pianista Riccardo Morpurgo, possiamo ascoltare una musica ben radicata nella tradizione jazzistica, molto swingante e cantata in stile "scat" da Alessandra Franco, eppure con un testo stridentemente in lingua slava. E nel successivo "Gaivota" all'eccellente interpretazione in portoghese della Franco, melodicamente assai espressiva, si affiancano i pregevoli assoli jazzistici del trombettista Flavio Davanzo e del bassista elettrico Andrea Lombardini.
L'intero album prosegue su questa falsariga, all'insegna della commistione dei generi, alternando brani della tradizione balcanica o ad essa ispirati e brani di influenza portoghese. Tra i pezzi più coinvolgenti, "Sonuska", in russo, la macedone "Jovano Jovanke", con un lungo assolo di Davanzo in apertura ed una duplice performance della Franco, prima in "scat" e poi - in brusca e suggestiva discontinuità - in un espressivo canto popolare, e la lirica "O infante", con testo di Fernando Pessoa musicato da Dulce Pontes.
In larga parte vincolato alla forma canzone, il gruppo si mantiene su stilemi tradizionali ma le varie voci sono arrangiate con grande efficacia, talché ciascun elemento può esprimersi in modo molto espressivo. La presenza di un batterista di indubbia classe come U.T. Gandhi risulta in molti momenti essenziale per conferire equilibrio al complesso, assieme al lavoro di Morpurgo al pianoforte.
Proprio la prevalenza della forma canzone porta inevitabilmente in primo piano le voci, dunque il trombettista Flavio Davanzo, autore di assoli che non concedono quasi niente alla spettacolarità tecnica ma si mettono al servizio dell'espressività lirica, e soprattutto la cantante triestina Alessandra Franco. Quest'ultima mette in mostra una voce davvero bella, calda e avvolgente, ed una grande capacità interpretativa, dall'espressività efficace in tutti i repertori nei quale si avventura: canto portoghese, "scat", tradizione balcanica. Davvero una bella realtà vocale italiana.
Complessivamente il disco è tanto ben riuscito, quanto originale e si colloca in una zona imprecisata della musica creativa, non potendo essere catalogato né come "jazz", né come "world" o "folk". È bella musica, interpretata con il cuore, ove evidentemente viene conservata dai cinque, eccellenti musicisti dell'Earthbeat Ensemble.

Elenco dei brani:
01. Yeve (R. Morpurgo) - 7:15
02. Gaivota (A. O'Neill - A. Oulman) - 9:00
03. Canzone popolare (A. Franco) - 3:37
04. Sonuska (trad. Russian Rom, arr. R. Morpurgo) - 4:26
05. Morabeza (F. Davanzo) - 6:58
06. Bak-a-nik (R. Morpurgo) - 5:19
07. Ausencia (G. Bregovic - T. Chantre) - 6:02
08. Jovano Jovanke (trad. Macedonia, arr. R. Morpurgo) - 7:07
09. O infante (D. Pontes - F. Pessoa) - 4:38
10. Los lugares del sueno (R. Morpurgo - I. Rojas) - 5:06

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